
FAQ
Le risposte alle domande più frequenti sulla Comunità Energetica
Possono aderire privati, professionisti e imprese del territorio.
Non è prevista la partecipazione di grandi aziende energetiche, così da mantenere la comunità locale, partecipata e orientata al beneficio dei membri.
La Comunità Energetica non vende energia e non sostituisce il tuo fornitore. Continui a ricevere e pagare normalmente la bolletta.
Il beneficio nasce quando consumi energia nelle stesse ore in cui viene prodotta dagli impianti della comunità: questa simultaneità genera un incentivo economico.
La condivisione è quindi “virtuale”: si basa sul bilanciamento tra produzione e consumo all’interno della stessa area.
Il GSE riconosce un contributo ventennale per ogni kWh di energia condivisa.
Il valore varia in base a diversi fattori (zona, potenza degli impianti, prezzo energia), ma indicativamente si colloca circa tra 70 – 140 €/MWh.
Il beneficio cresce in funzione dell’energia condivisa.
L’impianto deve essere entrato in esercizio dopo la data di costituzione della CER, ovvero dopo il 28 aprile 2026. Un impianto esistente e già in esercizio prima di tale data non può accedere alla tariffa incentivante, questo perché il meccanismo CER serve a incentivare nuova produzione rinnovabile e contribuire agli obiettivi nazionali al 2030.
È l’area tecnica definita dalla rete elettrica entro cui può avvenire la condivisione dell’energia. Solo gli utenti collegati alla stessa cabina possono beneficiare degli incentivi generati dalla condivisione.
È un impianto progettato o adeguato per rispettare i requisiti tecnici necessari a partecipare a una Comunità Energetica.
È un primo passo non vincolante che serve a segnalare la volontà di partecipare alla comunità. Permette di avviare le verifiche tecniche e ricevere aggiornamenti sullo stato della configurazione.
No, gli impianti con SSP attivo non sono compatibili con il meccanismo CER.
È però possibile valutare il passaggio al Ritiro Dedicato (RID), verificandone la convenienza con un tecnico.
No, l’adesione è libera e volontaria.
Possono esserci vincoli solo in caso di accesso a specifici incentivi pubblici (es. contributi PNRR), che prevedono durate minime.
Per ogni soggetto compilante la manifestazione di interesse, la CER procederà a verificare:
– La posizione dell’utenza rispetto alla cabina primaria;
– La presenza di impianti produttivi attivi nella stessa cabina;
– La capacità di condivisione (rapporto produzione/consumo) e quindi di bilanciamento della cabina;
– Requisiti tecnici ed eventualmente amministrativi necessari per aderire alla CER.
La persona che compila la manifestazione di interesse verrà informata sia quando la configurazione di riferimento sarà pronta all’avvio, sia ogni volta che la propria pratica di adesione subirà un aggiornamento.
La produzione e il consumo avvengono nello stesso territorio, riducendo:
– perdite di rete
– emissioni
– carico sul sistema elettrico
Questo genera un impatto concreto e locale.
Le adesioni vengono valutate in base a:
– posizione geografica (cabina primaria)
– equilibrio tra produzione e consumo
– requisiti tecnici
L’obiettivo è garantire una comunità efficiente e ben bilanciata.
